Venezia, rinasce il Bucintoro

BucintoroRinasce il Bucintoro, la celebre imbarcazione veneziana che il Doge utilizzava per le grandi feste della Serenissima. E anche se andrà a remi e non avrà alcun tipo di servizio, è certo che sarà l'imbarcazione più lussuosa al mondo. Per mettere in acqua questo yacht dei sogni si spenderanno quasi 20 milioni di euro.

Il progetto per restituire alla laguna la mitica barca dei Dogi si deve alla 'Fondazione Bucintoro' e grazie all'amore per la storia e per la città questa operazione dai costi proibitivi sta entrando, è il caso di dirlo, in porto. Il 'Bucintoro' verrà ricostruito sulla base di un modello in scala, oggi conservato all'Arsenale (dove in origine il vero Bucintoro veniva conservato senza i decori e fuori dall'acqua): si tratta di un modellino realizzato dai francesi poco prima della distruzione dell'ultimo bucintoro. La barca, tanto per dare qualche numero, sarà lunga 34,8 metri e larga, nel suo punto massimo, 7,3 metri.

Il 15 marzo 2008 il cantiere del Bucintoro sarà pronto a diventare operativo. E il debutto, ha anticipato Roberto D'Agostino, presidente dell'Arsenale e vicepresidente della Fondazione, avverrà durante la Festa della Sensa - il famoso sposalizio della città con il mare, il giorno dell'Ascensione - senza specificare però l'anno. "Sarebbe un successo se riuscissimo a completarlo in tre o quattro anni", ha ammesso il presidente, aggiungendo che pur essendo un progetto particolare, "non è un'operazione da 'veneziani nostalgici' perché anche all'estero, tipo in Spagna o in Olanda, si ricostruiscono le imbarcazioni del passato. Ricostruire il Bucintoro è una scommessa imprenditoriale, artigianale e culturale".

L'impresa vede coinvolti numerosi 'sostenitori' anche se da Venezia, si sono fatti avanti pochi sponsor, mentre da fuori zona l'orgoglio di poter partecipare ad un progetto così importante, come ricostruire la mitica barca dei Dogi, ha coinvolto numerose persone.

Venezia, almeno a partire dal 1300, ha sempre avuto almeno una barca. E alla fine del 1700, quando Napoleone decise di sfasciare l'ultimo esemplare, portandone i pezzi in Francia e recuperandone l'oro dei maestosi arazzi, la flotta era arrivata a contare ben quattro gioielli Serenissimi. Le cose cambiano. Anche i francesi, oggi sono in lizza per dare il loro contributo tecnologico per la realizzazione del lussuoso natante; in lista anche inglesi e 'contributor' privati di varie nazioni e regioni italiane. A livello di enti, il comune di Venezia supporta il progetto (non economicamente) assieme alla Provincia, poi c'è anche l'amministrazione di Cavalese (Trento) che ha messo a disposizione il legno della val di Fiemme per le statue lignee che decoravano il Bucintoro. Infine, alcuni comuni della provincia di Bergamo sosterranno la realizzazione dei remi.


L'immagine è ripresa dal sito della Provincia di Bergamo

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