Padania, terra di ricordi e tradizioni

Veduta di Volta Mantovana
Dalla collana di colline moreniche che cinge il basso Garda è possibile vedere le Alpi, dal Baldo al Monte Rosa e la pianura dal Mare Adriatico fino agli Appennini. Una terra in cui si mescolano ricordi storici, tesori artistici, raffinate tradizioni gastronomiche ed enoiche.

A Sud del Lago di Garda troviamo una mezza luna di colline dolci e verdeggianti di origine morenica, ricordo delle antiche glaciazioni che migliaia di anni fa costruirono qui l’ultimo piccolo baluardo prima dell’aprirsi della pianura Padana. Volta Mantovana è un piccolo comune di poco più di seimila anime, che si trova al centro di questi dolci rilievi.

La fortuna e ad un tempo la sfortuna di questa zona è di trovarsi vicino a centri di grande appeal turistico come il Lago di Garda, Mantova, Verona e, poco più in là, Venezia.

Questi poli d’interesse turistico così vicini hanno ovviamente attratto i flussi turistici, con un certo danno per le attività ricettive locali, oltre che per la produzione vinicola, che, non potendo contare su un mercato domestico, non ha potuto valorizzarsi, come l’ottima qualità del prodotto avrebbe permesso. D’altra parte questo stesso fenomeno che ha allontanato i turisti, ha permesso di mantenere intatti i valori paesaggistici e storici della zona.

Oggi comunque anche per un territorio sostanzialmente ricco come questo è giunto il momento di stimolare la nascita di un turismo non certamente di massa, ma più preparato ed attento ai valori paesaggistici e culturali che sono il tesoro di queste colline.

Dal punto più elevato di esse, detto La spia d’Italia si apre uno scenario mozzafiato che va dal Lago di Garda, alle Alpi all’allargarsi della Val Padana fino alla chostra degli Appennini.

Se poi, al di là dell’aspetto scenografico, guardiamo il paesaggio circostante più nei particolari, ci accorgiamo che i dolci pendii delle vicine colline sono ricoperti di vigne.

Quando poi arriviamo a tavola scopriamo il frutto di tutto ciò: dei vini splendidi, che hanno un solo difetto: non avere una precisa personalità, né come tipologia, spaziando fra tutti gli uvaggi internazionali (Cabernet, Merlot, Chardonnay, Sauvignon…) né come nomi, avendo tutti nomi di fantasia.

Una personalizzazione di questa produzione ed una ricerca di maggiore uniformità produttiva per una migliore caratterizzazione sono appunto i grandi compiti a cui è chiamata la Strada dei Vini e dei Sapori Mantovani.

Il valore di questi vini è poi esaltato dall’abbinamento con la cucina locale, che risente della specifica posizione geografica, non meno che culturale: a metà fra la cultura gastronomica di Mantova con i suoi ricordi della raffinatissima cucina dei Gonzaga (vedi l’opera di Bartolomeo Stefani, cuoco bolognese del ‘600 operante appunto alla corte dei Gonzaga), la delicatezza del Veneto e la sapidità dell’Emilia.

La gastronomia spazia dai pesci di fiume ai tortelli di zucca ai classici “capunsei”, gnocchetti fatti con pane grattato e formaggio, per finire al trionfo della Torta Sbrisolona.

Ma la zona riserva ben altre sorprese: dai ricordi storici delle Guerre d’Indipendenza, a meravigliosi palazzi gonzagheschi e rocche medievali.

Bisogna infatti ricordare che in queste terre si sono svolti gli scontri risorgimentali fra i Piemontesi e l’Austria: da Valeggio a Monzambano, da Goito a Solferino e San Martino.

E’ appunto ai caduti della Battaglia di Solferino, che è dedicato uno dei più bizzarri Ossari, posto vicino alla torre che vide gli scontri più sanguinosi. Esso ospita in bella vista più di mille teschi ed innumerevoli ossa. Uno spettacolo choccante, che spiega più di mille discorsi retorici l’assurdità e la crudeltà della guerra.

Ma, come spesso accade, dalle cose più terribili a volte nascono le migliori. Infatti, accanto a questo Ossario che ricorda le atrocità della guerra, troviamo un monumento alla Croce rossa, che nacque proprio qui, dallo sforzo di recare aiuto ai feriti dell’uno e dell’altro fronte.

A Castiglion dello Stiviere, a pochi chilometri da qui, si trova poi il Muso della croce Rossa.

Ma le attrazioni non finiscono qui: basti ricordare la villa estiva dei Gonzaga a Volta Mantovana, con le sue magnifiche stanze affrescate ed il suo giardino all’italiana o i ruderi di quella che fu la possente rocca di Matilde di Canossa.

Dunque queste terre rappresentano una meta turistica davvero unica, con il loro mix entusiasmante di bellezze artistiche e paesaggistiche, delizie enoiche e gastronomiche e ricordi storici.

(Itinerari gastronomici d'Europa)

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